Temi dell’Anno Rotariano 2020/2021

Cura e prendersi cura

Secondo il Dizionario della lingua italiana Treccani per cura si intende l’“interessamento solerte e premuroso per qualcuno o per qualcosa. Cura è un termine che, sempre secondo il dizionario significa attenzione, premura e sollecitudine.

Dalla religione alla filosofia, passando dalla medicina alla giurisprudenza, per finire con le attività economiche e sociali, la cura è il concetto chiave per leggere le relazioni interpersonali e individuali. Dove c’è cura c’è impegno verso gli altri e verso se stessi. Ma la cura reca con sé due ulteriori caratteri che sottendono a ogni gesto della nostra vita: la speranza e la promessa. Promettere è aprire un’attesa e, con essa, una speranza che impegna a realizzare un segno per l’altro. Questo segno esprime il segreto della cura e del prendersi cura, che vedremo svolgersi nel corso degli appuntamenti della stagione 2020-2021.
Ognuno dei quattro appuntamenti inizierà in corrispondenza del passaggio alla nuova stagione. Per congedare il precedente incontro e accompagnare quello successivo, vi saranno quattro intermezzi musicali, poiché l’armonia della musica è in grado di trasmettere tutta la sua potenzialità sottotesa ad ogni esperienza di cura

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Ambiente

luglio / ottobre

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Intelligenza artificiale

novembre / gennaio

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Cultura sociale

febbraio / aprile

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Crescita

maggio / giugno

Ambiente

Lo sviluppo sostenibile ha messo al centro il futuro delle nuove generazioni le quali dovrebbero avere in partenza le stesse risorse delle precedenti. È un impegno all’ uso attento delle risorse, per evitare di consegnare alle future generazioni un deficit ambientale che si ripercuoterà sia sul benessere personale sia sulla capacità di generare nuove economie. L’impegno sulle risorse prevede che società, ambiente ed economia trovino il punto di equilibrio nelle loro attività, un equilibrio delicato, poiché è sufficiente che una sola delle tre espressioni non rispetti i coefficienti di uso delle risorse per generare un riflesso negativo sulle altre due. Il rispetto delle risorse naturali, che non sono infinite, è una cura per gli altri e una speranza per garantire loro un futuro dignitoso. Mantenere questa promessa è quindi indispensabile.

Intelligenza artificiale

La tecnica e la tecnologia sono inscindibili dai successi che l’uomo ha raggiunti nel corso della sua evoluzione. Ogni volta che la tecnologia presentava l’ultima sua innovazione, subito si schieravano due posizioni tra loro opposte: quella di chi vedeva una nuova speranza per l’uomo e quella che vedeva nell’ultima innovazione un problema per l’uomo. Gli schieramenti opposti avevano l’uno la funzione di riequilibrare l’altro, o almeno questa era la speranza. La parola d’ordine che univa entrambi era però la seguente: lo sviluppo tecnologico deve essere al servizio dell’uomo, ossia deve preservare la sua identità umana fondamentale. È davvero ancora così nell’epoca delle biotecnologie genetiche e dell’intelligenza artificiale? Quell’identità viene sempre e ancora preservata oppure si è aperta la strada verso il superamento della storia umana dai suoi primordi agli esiti super-tecnologici che operano oggi? Il dibattito è compreso tra i sostenitori della singolarità, ossia la progressiva implementazione sul corpo organico di supporti inorganici – microchip neuronali compresi – contro i suoi oppositori. Il dibattito tocca la sfera personale – i robot relazionali che ognuno di noi potrà avere nella propria vita personale – ma anche quella economica e lavorativa. Ma entra anche in una delicatissima zona, ossia la medicina e le nuove frontiere che le biotecnologie genetiche e l’intelligenza artificiale garantiscono tra diagnosi e soluzioni. La posta in gioco che vedremo svolgersi nei nostri appuntamenti sarà poi questa: quale cura avremo per l’uomo a fronte della progressiva implementazione tecnologica sui suoi vissuti e attività? La speranza di un mondo migliore, sempre vagheggiata dalla tecnologia, si trasformerà nel dominio delle macchine, con la messa fuori gioco dell’uomo? Avremo ancora lo spazio per prenderci cura e aver cura dell’uomo?

Cultura Sociale

Le realtà del terzo settore coprono diverse attività di sostegno per i più diversi ambiti. Quello forse più complesso e ricco di confronti è rappresentato dall’economia del volontariato, dove la cura è il prendersi cura, entro uno scambio infinito di competenze personali e capacità, ma anche confronti culturali tra il singolo volontario in possesso della sua conoscenza e la conoscenza posseduta dalle associazioni che intervengono per aiutare gli altri. Il volontariato esprime il più antico binomio dello sviluppo umano, ossia l’unione di sapere ed economia, poiché è la misura del sapere che genera economia, e più la cultura è consolidata e diffusa, più l’economia si rafforza e cresce. Il volontariato preserva, di quell’antico binomio, l’aspetto socialmente più utile: la gratuità dei suoi gesti che diventano la rete dei nuovi saperi per come accompagna la situazione del singolo cittadino dal disagio alla nuova promessa.

Esperienze della crescita. Di sé e degli altri

Il celebre detto “non si finisce mai di imparare” chiama direttamente in causa la capacità personale di mettersi sempre in gioco e di saper gestire i cambiamenti, ma anche di generarne di nuovi. È un processo ininterrotto che, lo si voglia o no, vede ognuno di noi già implicato. Ma ognuno di noi può essere più o meno resiliente ai cambiamenti e meno è disposto a cambiare più genera problemi a sé e agli altri. L’avventura della crescita di sé, quella che si chiama anche la formazione continua, è il momento più bello e ricco della cura e del prendersi cura, che noi osserveremo nei dibattiti di riferimento ognuno dei quali avrà come suo filo rosso il seguente tema: ogni cultura e quindi il gruppo umano di appartenenza, sopravvive e migliora la propria condizione quando è capace di cambiare dentro il duplice equilibrio della propria identità e della differenza. La società e l’individuo che non sanno far questo, scompaiono dalle scena della storia. Come insegna l’antropologia e la psicologia.