amaRENE

Martedì 09/03/2017 – ore 19:30 Luogo: Hotel Sheraton Diana Majestic, Viale Piave, 42, 20129 Milano

Serata importante quella che si è svolta giovedì 9 marzo all’Hotel Sheraton Diana Majestic e che ha visto coinvolti i Rotary Club Milano Porta Venezia e Milano Porta Nuova. Scopo della serata un aperitivo solidale dal tema “AMA IL TUO RENE” epilogo della Giornata Mondiale del Rene. Al centro dei molti interventi è stato posto l’accento sulla necessità della prevenzione per prevenire le malattie nefrologiche che, a detta del Prof. Diego Brancaccio Direttore dell’Unità Nefrologia e Dialisi Simone Martini di Milano, hanno sempre carattere invasivo sia fisico che psicologico.



Certo non tutto si può prevenire, ma è importante fare ricerca per poter immaginari quali potranno essere gli scenari futuri della malattia. A questo proposito il prof. Brancaccio ha raccontato la sua nuova avventura scientifica che lo vede protagonista sul tema dell’intelligenza artificiale per arrivare a creare un sistema che premetta di capire in modo previsionale lo sviluppo delle malattie.


Il nostro socio dott. Rodolfo Rivera, Medico nefrologo e cardiologo, ha parlato dei numeri che interessano la Giornata Mondiale del Rene: 2,5 milioni di pazienti nel mondo, 55.000 nella sola Italia e circa 6700 in Lombardia, numeri importanti che rappresentano purtroppo la punta di un iceberg. Anche i costi per il sistema Sanitario Nazionale sono importanti: 30.000 euro all’anno per un paziente dializzato e 50.000 quando questi è ospedalizzato.



Il prof. Luca Bernardo, pediatra Direttore del Dipartimento Materno-infantile e pediatria dell’Ospedale Melloni, ha ribadito le tre caratteristiche che devono distinguere il buon medico nefrologo: studio continuo, ascolto del paziente e dialogo sincero. In Italia, nonostante la cronaca riporti sovente casi di mala-sanità, sono maggioritari i casi di buona medicina e la presenza di ospedali di eccellenza che fanno ricerca e che hanno a cuore la salute non solo fisica dei loro pazienti.


Il dottor Antonio Canino, specialista in Ostetricia e Ginecologia nonché assistente Governatore Gruppo 9 Distretto Rotary 2041, ha sottolineato come una serata incentrata sul tema della prevenzione è una serata proiettata sul futuro più che sul presente, perché oltre a tenere desta l’attenzione su un problema sanitario spesso non considerato, pone le basi perché si avvii in modo virtuoso un cambiamento di sguardo e di mentalità nei confronti delle malattie del rene.



La serata è proseguita poi con una serie di domande che i presenti, alcuni dei quali esterni ai nostri Club, hanno rivolto ai relatori. Molti i temi trattati. Dal tema della Donazione Samaritana – donazione a un non parente in forma anonima – al fatto che il rene, a differenza del cuore, dello stomaco e dei polmoni, ad esempio, non parla, cioè non comunica tempo prima la sua condizione di sofferenza così che ci si può trovare in una situazione di rischio senza avere in anticipo grosse avvisaglie. Si è parlato molto della dimensione psicologica del paziente dializzato e trapiantato, e come spesso tali pazienti soffrono di depressione poiché sentono di non avere una vita da spendere in piena libertà.


Da indagini statistiche si è scoperto che il 90 % degli intervistati non sapevano di cosa si occupa un nefrologo e di cosa serve il rene. Purtroppo l’ingegneria medica non è ancora arrivata a creare un rene artificiale, ma solo uno zaino appositamente strutturato che il paziente porta con sé. Tenendo conto che il rischio di morte per un paziente gravemente ammalato al rene è 500 volte superiore alla norma, risulta evidente perché i nostri Club hanno voluto dedicare a questo tema una serata così densa di buona informazione e impegno concreto.


Fabio Ungaro