Beretta, quando le armi sono gentili



L’incontro con una eccellenza italiana.

Cinquecento anni, 15 generazioni. E, fra poco, 16. Mamma mia! Mezzo millennio a fare impresa senza mai frasi tentare dalla quotazione in Borsa, restando sempre in famiglia e utilizzando le banche solo per aprire conti correnti. Il giochino emozionante che a me viene voglia di fare mentre Franco Gussalli Beretta, bresciano, 55 anni, racconta, aiutato dalle slides, la storia della prestigiosa industria di armi e della sua antica famiglia, è quello di cercare le somiglianze tra lui e la foto del bisnonno che compare sullo schermo. E poi chiedersi: chissà se assomiglia al suo antenato di cinque secoli fa? Un gioco infantile? In realtà non solo: Cesare Lombroso raccontava anche i tratti dei grandi uomini, una sorta di protogenetica moderna.


Il bello è che al mio tavolo durante la serata conviviale interclub organizzata all’Hotel Manin giovedì sette novembre dai Rotary Milano Europa e Milano Porta Venezia, si parlava proprio di questo: genetica, epigenetica, dna… Fino a quando ha preso la parola Franco Gussalli Beretta per portarci per mano dentro una bella vicenda dinastica in cui, per sintetizzare, come ha fatto un mio commensale: ”Ogni generazione ha avuto qualcuno con le p …”. In effetti sembra proprio questo il segreto del successo di una industria che ora a stabilimenti in tutto il mondo: Finlandia, Stati Uniti, ma che conserva la sua centralità vicino a Brescia, dove è nata nel lontano 1498.


Coraggio, apertura mentale, passione studio e lavoro, tanto, tanto lavoro “Spesso ci indentificano con l’industria bellica” ha detto Gussalli Beretta giovedì 7 novembre “In realtà le forniture militari rappresentano solo il 20 per cento. Il mercato più importante è quello della caccia, a cui sono dedicate anche le linee di accessori”. Durante il giro di domande gli è stato argutamente fatto presente che in Italia i movimenti anti caccia sono abbastanza agguerriti. “In effetti” ha risposto “in questo momento da noi si registra una lieve flessione compensata, però, da un incremento in altri Paesi europei ed extra europei”.


L’imprenditore ha insistito sulla sensibilità della Beretta per i temi ambientali, al punto che è stato costituito un think thank dedicato. Non potevano mancare le domande sulle armi da guerra e sul futuro legato alla tecnologia, ampiamente utilizzata nei processi produttivi e di gestione da parte dell’industria bresciana. Ma le risposte di Gussalli Beretta possiamo sintetizzarle così “No comment”. O, forse, anche così: “Top secret”.


Marco Gregoretti Giornalista