Dalle Impronte Criminali Al Pessimo Stato

Martedì 17/01/2017 – ore 20:00 Luogo: Società del Giardino – Via San Paolo 10 a Milano


Serata straordinaria in Interclub col RC Visconteo (presso la Società del Giardino di via San Paolo, 10) dove, dopo aver portato i saluti del nostro Presidente Morris Ghezzi, quella sera impegnato altrove, il Presidente ospite Mino Siracusa, e Michela Sciannelli (presidente della commissione Programmi), hanno convenuto – con entusiasmo – al nostro Service, “… una montagna di … per Pane Quotidiano”, da noi iniziato dal nostro Club, a ridosso dell’Epifania, con tantissimi panettoni.



Pertanto, con loro, e forse col Porta Nuova, a cavallo tra febbraio e marzo, faremo una serata insieme a cena a PQ, dove i fondi raccolti li conferiremo a ridosso di Pasqua in controvalore di Colombe Pasquali, con un minimo di cassa di risonanza mediatica.



La serata è stata assai interessante, specie al tavolo conviviale della presidenza, ove il dr. Otello Lupacchini, Magistrato in Roma, si è espresso agevolmente ed amichevolmente, sviluppando benissimo il concetto – forse un po’ antico, alla Maigret, che l’investigatore deve valutare gli indizi, in un contesto generale, piuttosto che (con le cosiddette “prove” del DNA, impronte, etc) “tre indizi fanno una prova” alla Agata Christie.


Nel brillante conversare, è stata rivalutata la funzione desueta del maresciallo dei carabinieri che conosceva bene il territorio ed i suoi abitanti (stessa tesi, ascoltata in altro consesso, direttamente dal Gen. Mori), ed ha espresso perplessità per i guru di “indagine criminale” che imperversano nei talk-show televisivi.

Ma lascio a Fabio Ungaro, Andrea Calcagni e Valentina Socrati, il piacere di raccontare il mood della serata e riassumere il senso dell’esposizione, sul tema proposto: “Dalle Impronte Criminali Al Pessimo Stato”.


Giuseppe Pino Battaglia


NB: Quindi aderendo il RC Visconteo ed il Porta Nuova (forse), saremo capofila di un service che potrebbe radicarsi fortemente sul territorio, possibilmente identificando il profilo dei Rotariani, non solo per essere “movimento di opinione”, ma anche minimamente fattivi, nei confronti di un’istituzione centenaria milanese, misconosciuta, che – ogni giorno – procura viveri a 3.500 persone, ora in maggioranza connazionali.

E, poi, oltre a questi avvenimenti in coincidenza con Natale e Pasqua, vedere d’iniziare – con un altro paio di giornate all’anno – una raccolta liberale, ma organizzata – di “food”, c/o una (nota) catena di supermercati.


Proviamo ad attivarci anche per questo?