Energia e futuro del Paese: la visione di Enrico Mattei



Conviviale Rotariana davvero speciale quella della serata del 30 ottobre. Relatori della serata Rosangela Mattei e Alessandro Curzi. Rosangela Mattei, figlia di Italo Mattei, fratello minore di Enrico, nel 2013 ha pubblicato il libro “Enrico Mattei, mio zio”, in cui racconta la lunga lotta con le Autorità per far riaprire l’inchiesta sui motivi della caduta dell’aereo che nel 1962 precipitò causando la morte dello zio. Nell’aprile del 2018 la nipote ha inoltre inaugurato il Museo Enrico Mattei a Matelica, in provincia di Macerata, realizzato grazie all’aiuto di alcuni amici. Una raccolta di documenti, foto, filmati, cimeli, libri e ricordi custoditi per anni, adesso in mostra per tutti quelli che ancora ricordano con affetto la figura di Enrico Mattei.

I saluti del Presidente Fabrizio Capaccioli hanno raccontato di una crescente interesse della società civile per il tema della serata, prova ne sono stati gli oltre 600 accessi che in poche ore hanno invaso il sito Facebook del nostro Club. Interventi non tutti benevoli, certo, ma che hanno messo in risalto come la figura di Mattei generi ancora, a più di cinquant’anni di distanza dalla tragica scomparsa, un vivo interesse su questa straordinaria figura di imprenditore. La chiave di lettura della serata è stata quella di presentare il Mattei grande figura di italiano, dagli alti valori ideali, dalle grandi visioni e dalla straordinaria capacità organizzativa. Uno sguardo insolito che, senza voler negare alla storia, ampliasse il solito sguardo per abbracciare la poliedricità del personaggio.

L’appassionata testimonianza di Rosangela Mattei e Alessandro Curzi, portatori di saperi di primissima mano e per molti versi inediti, ha permesso di conoscere aspetti del tutto sconosciuti del fondatore dell’Eni. Via via che trascorreva la serata, Mattei è apparso ai soci e ai molti ospiti come un pilastro imprescindibile per la storia moderna del nostro Paese. Un protagonista autorevole e ascoltato che ha permesso all’Italia di avere un ruolo strategico nel panorama politico e industriale dell’Europa e del Mediterraneo. In sintesi una serata dove si è fatta giustizia storica e dove, nell’ascolto attento e partecipe dei presenti, si poteva percepire nell’aria un senso di nostalgia e di rimpianto per una figura di cittadino e imprenditore a tutto tondo, vero servitore non tanto di un ideale Stato da omaggiare e riverire, ma a servizio dei veri interessi degli italiani, in sintesi di tutti noi.

Fabio Ungaro