Il diritto come estetica

Martedì 28/03/2017 – ore 20:00 Luogo: Hotel nH TOURING – via Tarchetti, 2 – Milano

Come un libro può diventare occasione di nuovi pensieri e di nuovi sguardi.


Ieri sera abbiamo avuto l’occasione di mettere al centro della serata l’ultima fatica editoriale del nostro Presidente il professor Morris Ghezzi. “Il diritto come estetica. Epistemologia della conoscenza e della volontà: il nichilismo/nihilismo del dubbio”. A prima vista un manuale per pochi eletti, nella realtà una lettura coraggiosa e aperta a futuri sviluppi sul tema del diritto e del suo impatto sul mondo del pensiero giuridico e della vita concreta.



Grazie alla riflessione puntuale e chiara dei nostri due ospiti, esperti nella materia e docenti universitari, abbiamo potuto toccare con mano come la riflessione, sia filosofica che conseguentemente giuridica, non riguarda il mondo delle idee, bensì interpella ciascuno di noi quando deve decidere che tipo di libertà vuole vivere e quale prezzo è disposto a pagare.



Nel libro l’Autore prende per mano il lettore e passo dopo passo lo porta, pur tra qualche inevitabile difficoltà e inaspettata vertigine, a salire una metaforica montagna dove, respirando a pieni polmoni l’aria rarefatta del pensiero definito e circoscritto, privo cioè delle sue molte ambiguità, si trova a confrontarsi con le proprie certezze circa i temi della Natura, della giustizia, della responsabilità.



Pur in un apparente pessimismo – i temi riecheggiano molti esempi di pensatori che nella storia ne hanno parlato – le pagine fanno intravvedere una possibilità positiva, di luce, sia per il singolo sia per la società dove la Legge, spesso sorda alle domande di senso dei singoli, entra in ascolto per diventare, finalmente, luogo ed esperienza di pienezza umana e civile. Un cammino che l’Autore si augura per sé e per tutti noi, un invito a prendere sul serio la nostra vita con le sue scelte e i suoi desideri, nella certezza, questa sì davvero inespugnabile, che il tema della Libertà e dei suoi molti rischi decide non solo del presente ma anche del nostro futuro.


Fabio Ungaro