Lo “stile” Milano: tra sogno e concretezza.

Il Caminetto del Rotary Club Milano Porta Venezia di giovedì 11 giugno, come sempre in diretta sulla pagina Facebook e sul sito del Club, inizia con una bella novità: la spillatura di Roberto Maroni, che diventa socio onorario del Porta Venezia. Per dargli il benvenuto il Presidente del Club, Fabrizio Capaccioli, dialoga con Maroni, e con la sottoscritta, su politica, attualità, ripartenza e libri, visto che lo spunto del talk è l’ultimo saggio del politico, Il rito ambrosiano (Rizzoli), sottotitolo-manifesto: “Per una politica della concretezza”.

Ministro dell’Interno, Ministro del Lavoro, membro del Comitato di controllo dei Servizi Segreti e di numerosi organismi europei, governatore della Regione Lombardia, eletto in Parlamento per la prima volta nel 1992 e milanista sfegatato, Maroni ci racconta la sua visione della Politica con la maiuscola, come dice lui, e si racconta, con qualche aneddoto divertente sul dietro le quinte della sua storia politica e personale, a partire, come ricorda Capaccioli, dalla nascita della Lega: un amico di Maroni che non ha la patente gli chiede di accompagnarlo da Umberto Bossi, che vuole fondare un giornale, e tra i due è amore a prima vista. Fa sorridere anche il retroscena del patto Lega – Forza Italia. «Silvio Berlusconi sa che sono milanista. M’invita a Villa San Martino. Apre un armadio blindato e tira fuori la Coppa dei Campioni vinta dal Milan. M’inginocchio, la bacio e poi dico a Bossi di fare l’accordo con Forza Italia. Non è nato solo per questo, ma, certo, la Coppa ha influito, salvo scoprire tempo dopo che era una copia dell’originale».

Una conversazione tra soci del Porta Venezia seguita da tantissimi altri Club italiani, andata in onda in mondovisione, con numerosi Club collegati anche da altri Paesi, come il Cile, aspettando la riunione virtuale con i Rotariani di Dubai. L’asse principale del dialogo tra i relatori, e visti i temi non poteva essere altrimenti, è Milano Roma. «Dal IV secolo d.C, quando Sant’Ambrogio è diventato Vescovo di Milano e poi protettore della città, a oggi questa volontà di dare alle cose una “impronta ambrosiana” resta valida. La differenza tra Roma e Milano, tra rito romano e rito ambrosiano, sta tutta qua. Il primo è liturgia, lentezza, procedure. Il secondo è concretezza, rapidità, efficienza» dice il politico. Una praticità meneghina che dovrebbe portare la classe politica italiana, come dichiara Capaccioli, ad agire concretamente per affrontare la crisi economica dovuta alla pandemia, tra problemi di liquidità delle imprese, delle famiglie e dei singoli e una riduzione del carico fiscale. E, a proposito di Milano, “la città che accoglie chiunque e che permette di sviluppare progetti e sogni”, Maroni sottolinea come i milanesi si stiano già rimboccando le maniche con coraggio, altra parola cara al nostro ospite e a tutti noi, e carità, senza dimenticare gli ultimi.

Alla base di ogni convivenza civile deve esserci una cosa soltanto: la dignità delle persone” scrive Maroni. La citazione perfetta per concludere la serata, perfetta, aspettando un bicchiere di vino tutti insieme in presenza.

Annarita Briganti