Sanità in Lombardia

Martedì 09/05/2017 – ore 20:00 Luogo: NH Collection Milano President, via largo Augusto, 10

Sanità Lombardia.

Un nuovo sguardo sulla malattia: dalla cura al prendersi cura.


La relazione dell’avvocato Giulio Gallera, Assessore al Welfare e Sanità Regione Lombardia, ci ha permesso di conoscere per sommi capi il cambiamento di paradigma che sta caratterizzando la sanità nella nostra regione. Infatti dopo un’attenta analisi dei bisogni sanitari della popolazione si è visto che l’aumento dell’aspettativa di vita e l’impiego di farmaci e cure mediche sempre più evolute ha portato all’ampliamento esponenziale degli ammalati cronici. Questi richiedono molti controlli medici su un lungo periodo – pensiamo ad esempio all’ipertensione – cure e tempi che a fronte del 30% dei pazienti totali assorbe più del 70% delle risorse disponibili. In sintesi, quindi, buona parte dei 18 miliardi vengono spesi in questa direzione.


Il passato ha visto un profondo lavoro di innovazione delle strutture ospedaliere perché divenissero delle eccellenze, cosa che si è concretizzata con successo e ne sono la testimonianza le molte visite e cure di ammalati provenienti da fuori regione. Oggi, vista l’impossibilità di investire nuove risorse economiche significative, si è arrivati alla necessità di avere un diverso sguardo sulla malattia, passando a una nuova e più attenta assistenza al malato cronico.



Sul piano operativo si stanno imponendo due concetti fondamentali: il primo è quello di unire ogni unità ospedaliera al territorio; il secondo è quello di organizzare la cura del paziente cronico fuori dall’ospedale così che abbia una assistenza personalizzata e costante nel tempo. Il tutto senza andare ad intasare le strutture ospedaliere indispensabili per le situazioni di emergenza e di specificità nell’intervento, cercando di potenziare la concorrenza virtuosa tra pubblico e privato, aspetto che vede la Lombardia come esperienza avanzata rispetto al resto d’Italia.


Dopo avere fotografato i flussi degli interventi di cura di ambulatorio e di ospedale, sono state individuate 62 tipi di patologie e su queste ci si sta concentrando per dare a ciascuno di esse un protocollo di intervento. E’ prevista così la nuova figura del gestore del malato cronico che, a fronte di un rimborso da parte dell’Azienda sanitaria regionale, si prende in carico tutte le necessità del paziente: dal prenotare la visita ospedaliera, al controllo sui farmaci fino all’assistenza di prossimità. I medici di base, poi, possono consorziarsi divenendo così figure di cogestori del paziente stesso.


La sfida, come possiamo intuire, è quella di mettersi in rete per migliorare l’offerta di salute per ogni singolo malato, così che non debba scontrarsi con lunghe attese, con la solitudine nella cura e lo spaesamento da un ambulatorio all’altro. Uno sforzo che merita, come cittadini e rotariani, la nostra attenzione e il nostro convinto sostegno.


Fabio Ungaro