Sulle ali del Risk Management con Alessandro De Felice



Il Caminetto del nostro Rotary Club Milano Venezia della sera del 15 ottobre scorso ha dimostrato ancora una volta la bontà ed efficacia della sua formula. Dopo un primo momento conviviale dove ognuno ha potuto liberamente intrattenersi con tutti i membri presenti del Club, si è passati alla seconda parte che ha visto l’introduzione del Presidente Fabrizio Capaccioli, la spillatura del nuovo socio Alessandro De Felice e la sua relazione sul tema “Sulle ali del Risk Management. Una nuova visione del rischio nelle imprese italiane”.


Il Presidente ha ribadito come la spillatura sia un momento importante e prezioso per la vita del Club perché testimonia sia il valore di testimonianza attrattiva del Club stesso sia il giusto riconoscimento per il percorso di avvicinamento e conoscenza che ogni candidato è tenuto a fare. Capaccioli ha inoltre ribadito l’importanza di parlarsi chiaro così che le possibili zone d’ombra vengano illuminate e risolte dalla volontà comune di trovare una giusta soluzione così che tutto possa procedere nella direzione della costruzione e condivisone dei molti valori rotariani. Ha rivolto l’invito a tutti i soci di proporre una tematica di loro interesse così che i nostri caminetti diventino anche momenti di auto-formazione, una maniera intelligente di rendere spendibile le molte professionalità e i molti saperi dei quali i soci sono portatori nella loro dimensione umana e professionale.


Alessandro De Felice, 46 anni, nasce a Roma e attualmente vive a Milano. Ricopre la carica di Chief Risk Officer di Prysmian S.p.A., il leader mondiale nell’industria dei cavi e sistemi ad altra tecnologia per energia e telecomunicazioni con un fatturato consolidato di ca. € 8 Miliardi, presenza in 54 paesi, 94 siti produttivi e più di 22.000 dipendenti, quotata alla borsa di Milano. E’ anche presidente di ANRA, Associazione Nazionale dei Risk manager. Attraverso la lettura e la spiegazione di diverse slide ci ha mostrato la complessità del mondo del rischio, inteso come parte che si trova tra l’obiettivo aspettato e il suo non raggiungimento. Pensando all’Italia ha mostrato come che vi sia nell’opinione pubblica una percezione del rischio che è molto differente dai numeri forniti dagli studi sul campo. Le neuroscienze ci dicono che il nostro cervello tende a dimenticare le situazioni negative, facendo così diminuire l’attenzioneverso i possibili futuri rischi. Ecco allora che è necessario evolvere verso una cultura condivisa del rischio, perché il futuro diventi una opportunità e non un vincolo. In sintesi abituarsi ad analizzare il rischio come capacità di ben vivere.


Fabio Ungaro